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Riacutizzazioni di BPCO: sicurezza ed efficacia della Acetilcisteina


I risultati dello studio PANTHEON hanno mostrato come la Acetilcisteina ( NAC; N-Acetilcisteina; Fluimucil ) alla dose di 600 mg due volte al giorno, sia in grado di ridurre in modo significativo la frequenza delle riacutizzazioni di broncopneumopatia cronica ostruttiva ( BPCO ).

L’Acetilcisteina è un farmaco dotato di proprietà mucolitiche, antinfiammatorie e antiossidanti, e svolge un importante ruolo nel contrastare lo stress ossidativo, uno dei principali fenomeni fisiopatologici della BPCO.

Studi precedenti avevano mostrato una riduzione delle riacutizzazioni indotta dalla Acetilcisteina, ma con risultati contrastanti, probabilmente a causa di un dosaggio del farmaco non-ottimale.
I ricercatori cinesi hanno voluto verificare in una ampia popolazione se questo farmaco fosse effettivamente in grado di ridurre la frequenza delle riacutizzazioni quando somministrato a un dosaggio più alto rispetto a quello comunemente impiegato.

Lo studio PANTHEON ( Placebo-controlled study on efficAcy and safety of N-acetylcysTeine High dose in Exacerbations of chronic Obstructive pulmoNary disease ) era un studio prospettico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, a gruppi paralleli.
Allo studio hanno preso parte 1.006 pazienti, di età compresa tra 40 e 80 anni, reclutati in 34 Centri in Cina. Tutti i partecipanti soffrivano di forma moderata-grave di BPCO ( GOLD II e III ), con un rapporto FEV1/FVC inferiore a 0.7 e un valore di FEV1 compreso tra il 30 e il 70% del predetto, dopo esposizione a broncodilatatore, e con una storia di almeno due riacutizzazioni nei due anni precedenti, e malattia stabile da almeno quattro settimane prima dell’arruolamento.

I pazienti sono stati stratificati in base all’uso, al basale, di corticosteroidi per via inalatoria ( ICS ) ( utilizzatori di ICS, n=444; non-utilizzatori di ICS, n=562 ).
Successivamente i pazienti sono stati assegnati in modo casuale ad Acetilcisteina 600 mg due volte die ( n=504 ) oppure a placebo ( n=502 ) per 1 anno.

L’endpoint primario era il tasso annuale di riacutizzazioni della BPCO. Gli endpoint secondari comprendevano il tempo alla prima riacutizzazione, la necessità di ricorrere a corticosteroidi sistemici e antibiotici e a beta2-agonisti a breve durata d’azione, la qualità di vita e l’incidenza di eventi avversi correlati al trattamento.

Dopo 1 anno, il trattamento con Acetilcisteina 1.200 mg/die ha prodotto una riduzione del 22% delle riacutizzazioni in tutti i pazienti ( utilizzatori e non-utilizzatori di ICS ) rispetto al placebo ( 1.16 vs 1.41 riacutizzazioni per anno-paziente, risk ratio, RR=0.78; p=0.011 ).

Già a 6 mesi erano state evidenziate differenze nella frequenza di riacutizzazione nei due gruppi ( RR=0.83; p=0.0375 ) e la durata media degli episodi di riacutizzazione è stata di 14.8 giorni nel gruppo Acetilcisteina e di 19.2 giorni in quello placebo ( p=0.003 ).
La riduzione nella frequenza di riacutizzazioni ha raggiunto il 29% ( p=0.002 ) nel sottogruppo di pazienti non-esposti a corticosteroidi e il 39% nei pazienti con malattia meno grave, cioè con stadio GOLD II ( p=0.0001 ).

Riguardo agli endpoint secondari, l’Acetilcisteina ha prolungato il tempo alla prima riacutizzazione nei pazienti con BPCO in stadio GOLD II ( p=0.0126 ) ma non in quelli con malattia più grave, in stadio GOLD III ( p=0.76 ).
Meno pazienti trattati con Acetilcisteina hanno avuto necessità di ricorrere a cortisonici sistemici e antibiotici ( p=0.0427 ), e anche l’impiego di farmaci al bisogno è stato inferiore nel gruppo Acetilcisteina, con una significatività, però, raggiunta solo nei pazienti con BPCO di gravità moderata ( p=0.0272 ).
L’Acetilcisteina ha prodotto un miglioramento significativo anche della qualità di vita, misurata mediante il St. George Respiratory Questionnaire ( SGRQ ) ( p=0.043 ).

Non sono state riscontrate differenze riguardo alla percentuale di pazienti nei due gruppi che hanno manifestato reazioni avverse ( p=0.29 ).

Lo studio ha evidenziato su una ampia popolazione l’efficacia della Acetilcisteina a più alto dosaggio nella prevenzione delle riacutizzazioni in pazienti con BPCO.
Sono stati confermati i dati di un altro studio, HIACE, in cui lo stesso dosaggio della Acetilcisteina ( 600 mg due volte die ) ha prodotto in 120 pazienti una riduzione del tasso di riacutizzazioni di circa il 50% contro placebo ( 0.96 riacutizzazioni anno-paziente vs 1.71 anno-paziente, p=0.019 ).
Il maggiore effetto preventivo della Acetilcisteina sulle riacutizzazioni è stato osservato nei pazienti con BPCO meno grave; ciò sta a dimostrare che questo farmaco può svolgere un ruolo importante soprattutto negli stadi precoci della malattia. ( Xagena2014 )

Fonte: The Lancet Respiratory Medicine, 2014

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